Cosa direbbe Brenda al Ministro Valditara...

11.06.2026

Da bambina ho imparato molto presto che non tutte le famiglie sono luoghi sicuri. Ho imparato che l'amore può essere confuso con il controllo, che il silenzio può diventare una forma di sopravvivenza e che i conflitti degli adulti lasciano segni profondi anche quando non colpiscono direttamente il corpo. Crescendo ho capito che debellare la violenza di genere è responsabilità collettiva, nessuno va lasciato solo, né i maschi che la agiscono, né le donne che la subiscono, e tanto meno le famiglie. Per questo credo che introdurre l'educazione all'affettività come materia obbligatoria nelle scuole sia un primo gesto di assunzione di questa responsabilità collettiva.


In questi giorni si discute molto della norma che introduce l'obbligo del consenso preventivo dei genitori per la partecipazione ai percorsi di educazione all'affettività e alla sessualità nelle scuole.

È un tema delicato. Riguarda il rapporto tra famiglia e scuola, due pilastri fondamentali nella crescita delle nuove generazioni. Proprio per questo meriterebbe un confronto sereno, fondato  sull'ascolto reciproco. Purtroppo, ancora una volta, il dibattito si sta trasformando in uno scontro ideologico.

Parlo da persona che lavora e si dedica alle questioni di genere, non da ultimo come vicepresidente della Commissione provinciale Pari Opportunità, ma anche da persona che conosce da vicino il tema della violenza assistita.

Per questo faccio fatica ad accettare l'idea che l'educazione all'affettività sia una materia accessoria o, peggio ancora, una sorta di invasione del ruolo educativo delle famiglie.

L'educazione all'affettività non è questo.

Non significa insegnare la sessualità in modo ideologico. Significa insegnare il rispetto. Significa parlare di consenso, di emozioni, di relazioni sane, di stereotipi, di gestione dei conflitti. Significa aiutare ragazze e ragazzi a riconoscere comportamenti abusanti, a rispettare i confini propri e altrui, a costruire relazioni basate sulla reciprocità e non sul possesso.

Sono competenze di vita.

E oggi ne abbiamo bisogno più che mai.

Ogni volta che entro in una scuola per parlare di stereotipi, di rispetto o di violenza di genere, resto colpita dalla quantità di domande che emergono. Domande semplici e profondissime allo stesso tempo: Come si riconosce una relazione tossica? È gelosia o controllo? Perché alcuni ragazzi pensano che l'insistenza sia una prova d'amore? Perché tante ragazze si sentono in colpa quando dicono di no?

Dietro queste domande non c'è ideologia. C'è bisogno di capire... E gli adulti dovrebbero avere chiaro che nel momento in cui rinunciano ad affrontare questi temi, quel bisogno non scompare, si sposta solo altrove!

E allora gli/le insegnanti di vita diventano i social, i forum, le chat, i contenuti pornografici che sempre più spesso sono il primo strumento di educazione sentimentale e sessuale per molti/e adolescenti.

Io penso che l'educazione all'affettività non serva a dire a ragazzi e ragazze cosa pensare, ma a dare loro gli strumenti per pensare, per comprendere che un rifiuto non è un'umiliazione e che la libertà dell'altra persona non è una minaccia.

Ma soprattutto per capire che le emozioni esistono - anche quelle difficili - e che possono essere gestite senza trasformarsi in violenza.

Naturalmente tutto questo richiede una condizione fondamentale: non basta introdurre percorsi di educazione all'affettività, bisogna anche preparare adeguatamente gli adulti che li accompagnano.

Parliamo spesso di cosa dovrebbero imparare i ragazzi e le ragazze, ma molto meno di cosa dovrebbero sapere gli adulti che lavorano ogni giorno nelle scuole.

Insegnare il rispetto, parlare di consenso, affrontare temi come gli stereotipi, le relazioni, la violenza o il benessere emotivo richiede competenze specifiche. Non si può improvvisare.

Significa saper gestire domande difficili, riconoscere situazioni di disagio, comprendere i cambiamenti culturali e sociali che attraversano le nuove generazioni, conoscere i propri pregiudizi e imparare a metterli in discussione.



Share
mararinner - Tutti i diritti riservati 2024
Creato con Webnode Cookies
Crea il tuo sito web gratis!